Il contratto di apprendistato consente ai giovani di:

  • avvalersi, per l’intera durata del percorso, del sostegno di uno o più tutor;
  • ottenere una professionalità o un titolo di studio, alternando momenti di formazione in aula e momenti di lavoro effettivo;
  • facilitare l’ingresso nel mercato del lavoro stipulando con l’azienda un contratto, che per sua natura, tende a proseguire a tempo indeterminato

Apprendistato professionalizzante

Anche in caso di interruzione anticipata del percorso, l’apprendista ha diritto a ricevere, da parte dell’agenzia formativa, un’attestazione di validazione delle competenze acquisite. L’agenzia formativa è inoltre tenuta a rilasciare al datore di lavoro un’attestazione della frequenza all’attività erogata.

Per l’apprendista è prevista inoltre un’attestazione di frequenza per la formazione generale sulla sicurezza.

Apprendistato di primo livello e di alta formazione e di ricerca

A differenza dei contratti di apprendistato professionalizzante, per attività di ricerca e per l’accesso alle professioni ordinistiche, che prevedono il rilascio di una qualificazione di tipo professionale, il contratto di apprendistato di primo livello e di alta formazione ha come fine il conseguimento di un titolo di studio.

L’istituzione formativa (agenzia formativa, scuola o Università) riconosce e valida le competenze acquisite sul luogo di lavoro, anche nel caso in cui l’apprendista non concluda il percorso o non consegua il titolo di studio previsto.

Per avere diritto alla valutazione e certificazione delle competenze al termine del percorso, l’apprendista deve aver frequentato almeno tre quarti della formazione interna ed esterna all’azienda prevista dal suo piano formativo individuale (PFI). Laddove l’ordinamento dell’istituzione lo preveda, la frequenza dei tre quarti del monte ore formativo contenuto nel PFI costituisce requisito minimo al termine di ciascuna annualità, ai fini dell’ammissione all’annualità successiva.